Stefania: “Ho tradito mio marito per dare sfogo alle mie fantasie sessuali e così ho salvato il mio matrimonio”

Ho tradito mio marito: cosa fare?

Ho tradito mio marito è una confessione che molte donne fanno, spesso accompagnata da sensi di colpa devastanti, paura delle conseguenze e confusione sul futuro della coppia. Che si tratti di un tradimento fisico, emotivo o anche solo pensato, affrontare questa situazione richiede coraggio e consapevolezza. In questo articolo, attraverso la testimonianza di Stefania e l’analisi psicologica, esploreremo le ragioni del tradimento femminile, come gestire i sensi di colpa e quando confessare può essere la scelta giusta.

Perché le donne tradiscono: le ragioni psicologiche

Il tradimento femminile nasce spesso da un insieme di fattori emotivi e relazionali più che da un semplice impulso. Tra le motivazioni più comuni ci sono l’insoddisfazione affettiva o sessuale, la sensazione di non essere viste o desiderate, il bisogno di conferme e la ricerca di parti di sé trascurate all’interno della coppia. In molti casi il tradimento emerge durante una crisi di relazione, quando la comunicazione si è impoverita e il legame non riesce più a rispondere ai bisogni emotivi profondi.

Tradimento femminile vs maschile: le differenze

Secondo numerosi studi psicologici e sociologici, uomini e donne tendono a tradire per motivazioni diverse. Le donne sono più spesso spinte da un coinvolgimento emotivo, dal desiderio di intimità e connessione, mentre gli uomini tradiscono più frequentemente per opportunità, impulso sessuale o novità. Questa distinzione non è assoluta, ma evidenzia come il tradimento femminile sia spesso legato al significato della relazione, mentre quello maschile sia più facilmente separato dal piano emotivo.

La testimonianza di Stefania: “Ho tradito mio marito…”

17 Aprile 2021

Chiudo la porta e faccio un respiro profondo. Aria, ho bisogno di aria.

E questo viaggio di lavoro so che mi farà bene. Per due giorni sarò lontana da qui, per un fine settimana potrò prendere le distanze da tutto questo malessere.

Il mio matrimonio è fortemente in crisi: mio marito soffre di depressione e io non so più come aiutarlo. Così invece di essere solida e forte, ho iniziato a oscillare con lui, con i suoi sbalzi di umore, sprofondando assieme nei suoi abissi di impotenza e di apatia. So che è una malattia, che Giacomo può uscirne se lo decide e si fa sostenere. Ma a vederlo così spento e chiuso in sé stesso, certe volte perdo anche io la speranza che si possa salvare da questo male oscuro e io, il nostro matrimonio, con lui.

In questo periodo vivo in apnea e quando mi hanno proposto di volare a Parigi per chiudere un importante contratto di lavoro ho detto subito di sì. Sono una stilista e ho trovato una società che vuole finanziare la mia ultima collezione di accessori. All’aeroporto mi aspetta Saverio, il referente italiano della multinazionale con cui sto chiudendo questo progetto.

Ci sentiamo da qualche mese via mail e al telefono, ma abbiamo parlato solo di lavoro. Quindi non so che tipo sia, spero simpatico visto che staremo assieme parecchio tempo.

Al gate lo riconosco immediatamente. Distinto, sorridente, è più grande di me e mi accoglie subito con gentilezza. Si offre di portarmi il trolley, mi offre il caffè e mi riempie di complimenti. Non sono una persona che si lascia facilmente attrarre da tutte queste carinerie. Di solito sono molto diffidente, ma è da tempo che non ricevo tutte queste attenzioni e mi lascio coccolare.

Con Giacomo sono sempre io a guidare la cordata della nostra relazione, con quest’uomo ho voglia di lasciarmi condurre.

C’è un gran feeling tra di noi, anche se non lo voglio ammettere fino in fondo.

Abbiamo iniziato a chiacchierare subito di tutto e per tutto il volo. Non è stato un colpo di fulmine, questo no. Ma è scattato qualcosa tra di noi: battutine, doppi sensi e occhiate d’intesa.

Atterrati a Parigi, già mi piace, ma non mai pensato “stasera ci faccio sesso”. Lui invece sì. Perché dopo l’incontro di lavoro e la cena con i colleghi francesi, mi chiede di bere un ultimo drink al bar dell’hotel. Accetto e continuo a dirmi che è tutto sotto controllo: è solo una magnifica serata e io mi sento leggera ed euforica.

Mi scappa la pipì e gli dico che devo andare nella mia camera. “Ti accompagno”, mi dice Saverio e mi afferra la mano. Non dico nulla e mi faccio portare fino all’ascensore.

Inconsciamente, facendolo salire in camera stavo creato i presupposti per finire a letto assieme. Non avevo un piano di seduzione, ma ho lasciato che la situazione avvenisse. Io sono sembrata soltanto un po’ disponibile, ma ha fatto tutto lui, con questo suo modo di fare, gentile, carino, senza forzature.

Lui ci sa fare

Il sesso è stato incredibile. Lui è un bel tipo e ci sa fare molto. La mattina abbiamo fatto colazione assieme e continuato a flirtare come due adolescenti. Eravamo solo io e lui, non dovevamo nascondere niente a nessuno.

Tornati a Roma, ci siamo salutati all’aeroporto e non ci siamo più sentiti. Neanche mail di lavoro, mi scrivevano le sue collaboratrici e a me andava bene così. Nessuno dei due voleva niente di più.

Passano 8 mesi e arriva Natale. I problemi con Giacomo continuano e io mi rifugio nei ricordi di quel fine settimana con Saverio. Era stata un’evasione vera e propria. Avevo ancora bisogno di quell’attimo di sollievo che mi aveva dato rispetto ai problemi che continuavo a vivere a casa. Così prendo coraggio e lo chiamo: decidiamo di vederci dopo le feste.

L’appuntamento è nel suo studio. Mi accoglie con il suo splendido sorriso e mi mette a mio agio con la sua affabilità. Abbiamo entrambi voglia di fare l’amore e anche subito. Ma non siamo da soli. Perché poco dopo arriva una sua amica, una splendida ragazza e lì capisco che Saverio aveva organizzato un incontro a tre. Sono spiazzata, non me l’aspettavo, l’avrei voluto solo per me, ero molto emozionata per questo nostro appuntamento. Ma poi mi sono detta che ero lì per il sesso e così non mi sono tirata indietro. Era la prima volta che lo facevo in tre, era la prima volta che lo facevo con una donna. Esperienza nell’esperienza. Così mi sono fatta trasportare di nuovo e guidare da lui.

Ci siamo rivisti

L’ho rivisto altre volte, solo noi due, sempre e solo per divertirci. Era il mio parco giochi, dove per qualche ora prendevo le distanze dal mio matrimonio che non migliorava. Alcune volte l’abbiamo fatto anche online. Passione, sperimentazione, esperienze bondage: Saverio è stato un fantastico compagno di giochi erotici, che mi ha fatto scoprire una parte di me che era rimasta dormiente. Con lui le mie fantasie sessuali hanno preso forma e questo mi ha fatto sentire potente e intraprendente.

I nostri incontri, molto diluiti nel tempo, sono andati avanti per tre anni. Alla fine sono stata io a non dargli più corda. Tutta quell’euforia, quella imprendibilità che rendeva i nostri appuntamenti così eccitati, in cui mi potevo testare con in nuove esperienze, erano scemate.

Così man mano ci siamo sentiti sempre meno. È rimasta una sorta di amicizia, anche lavorativa. Qualche volta mi scrive ancora, ma io declino ogni suo invito.

Eravamo uno svago reciproco, per me un’evasione che mi è servita solo in quel momento. Saverio è stato funzionale, una boccata d’aria da una situazione pesante a casa che mi asfissiava.

E ora che guardo indietro, so che questa liaison clandestina è stata importante per ritrovare la forza, per ritrovare l’energia di combattere e salvare il mio matrimonio.

Non mi sento in colpa

Per questo non mi sento in colpa di aver tradito mio marito, perché non ha inficiato il nostro rapporto e ha dato a me quello spazio libero e privato dove ritrovarmi e ricaricarmi. Ho sfruttato quegli incontri perché mi servivano, sì anche in modo egoistico. Con Saverio sono stati appuntamenti divertenti, appassionanti, esplorativi, che restano solo miei, che sono stati funzionali soprattutto per me. E poi per il mio matrimonio. Per questo non dirò mai nulla a mio marito di questa esperienza. A me dispiace molto quando la gente è tranchant sul tema del tradimento. Intanto perché ha diverse forme: mentale, fisica, di coinvolgimento emotivo… Io non mi sono mai innamorata del mio amante, ad esempio, e credo che questo abbia fatto una notevole differenza. Avevo bisogno di un diversivo: non me lo sono andato a cercare, ma quando è arrivata l’occasione l’ho colta. E ho fatto di tutto per sfruttarla al meglio.

La mia più cara amica, l’unica che lo sa, mi dice sempre ridendo chemi sono presa una vacanza dal mio matrimonio. In qualche modo è proprio così: sono tornata da Giacomo rilassata, speranzosa e piena di vitalità, pronta a rimboccarmi le maniche per ricostruire il nostro rapporto.

Ha funzionato: lui ora sta veramente meglio e anche io assieme a lui.

Saverio? Ogni tanto mi viene in mente e sorrido. Sì come quando si pensa a un bel viaggio ormai lontano, durante il quale ti sei divertita tanto e hai imparato molto su di te. 

Stefania, 43 anni di Roma

Domande frequenti sul tradimento

Devo confessare di aver tradito mio marito?

Non esiste una risposta univoca. Dipende dal tipo di tradimento, dalla vostra relazione e dalle motivazioni. La confessione può essere liberatoria ma anche distruttiva. Un terapeuta di coppia può aiutarti a valutare la scelta migliore.

I sensi di colpa per aver tradito passeranno?

I sensi di colpa sono normali e possono essere molto intensi. Con il tempo e il lavoro su te stessa (eventualmente con un professionista), possono trasformarsi in consapevolezza e crescita personale.

È possibile salvare il matrimonio dopo un tradimento?

Sì. Molte coppie superano il tradimento e ne escono rafforzate, ma richiede impegno da entrambe le parti, comunicazione onesta e spesso supporto terapeutico.

Ho tradito per noia sessuale: cosa significa?

La noia sessuale nella coppia è comune dopo anni insieme. Il tradimento può essere un sintomo di bisogni non espressi. Affrontare il tema dell’intimità con il partner (magari con un sessuologo) è fondamentale.

Tradire significa non amare più il partner?

No. Molte persone che tradiscono amano ancora il partner. Il tradimento può derivare da bisogni personali, crisi individuali o dinamiche di coppia, non necessariamente dalla mancanza d’amore.

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